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Kingdom Hearts Mon Amour!

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VIA IL CROCIFISSO DALLE SCUOLE!
view post Posted on 3/11/2009, 17:26Quote
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E adesso basta parlare di me! Parliamo un po' di voi: cosa ne pensate di me?

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La Corte europea dei diritti dell'uomo:
«No al crocefisso nelle aule scolastiche»
Accolto il ricorso di un'italiana di origine finlandese. Bersani: «È una tradizione non offensiva per nessuno» crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana. Il giudice Nicola Lettieri, che difende l'Italia davanti alla Corte di Strasburgo, ha reso noto che il governo italiano ricorrerà contro la sentenza. Se la Corte accoglierà il ricorso, il caso verrà ridiscusso nella Grande Camera (organo della Corte chiamato a pronunciarsi su un caso che solleva una grave questione relativa all’interpretazione o all’applicazione della Convenzione o dei Protocolli, oppure un’importante questione di carattere generale). Qualora invece il ricorso non dovesse essere accolto, la sentenza diverrà definitiva tra tre mesi, e allora spetterà al Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa decidere, entro sei mesi, quali azioni il governo italiano deve prendere per non incorrere in ulteriori violazioni. Il Vaticano fa saper che vuole leggere la motivazione prima di pronunciarsi sulla sentenza. «Preferisco non parlare della questione del crocefisso perchè sono cose che mi danno molto fastidio» dichiara però monsignor Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti. Più netta la presa di posizione della Cei, che boccia la sentenza parlando di «visione parziale e ideologica».

LA RICORRENTE - La cittadina che ha fatto ricorso alla Corte di Strasburgo è Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana originaria della Finlandia: nel 2002 chiese all'istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule in nome del principio di laicità dello Stato. Dalla direzione della scuola arrivò risposta negativa e a nulla valsero i ricorsi della Lautsi. A dicembre 2004 il verdetto della Corte Costituzionale, che ha bocciato il ricorso presentato dal Tar del Veneto. Il fascicolo è quindi tornato al Tribunale amministrativo regionale, che nel 2005 ha a sua volta respinto il ricorso, sostenendo che il crocifisso è simbolo della storia e della cultura italiana e di conseguenza dell'identità del Paese, ed è il simbolo dei principi di eguaglianza, libertà e tolleranza e del secolarismo dello Stato. Nel 2006, il Consiglio di Stato ha confermato questa posizione. Ma ora la storia si ribalta: i giudici di Strasburgo, interpellati dalla Lautsi nel 2007, le hanno dato ragione, stabilendo inoltre che il governo italiano dovrà versarle un risarcimento di cinquemila euro per danni morali. Si tratta della prima sentenza della Corte di Strasburgo in materia di simboli religiosi nelle aule scolastiche. «Ora lo Stato italiano dovrà tenere conto della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo» hanno dichiarato i coniugi di Abano.

LA SENTENZA - «La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche - si legge nella sentenza dei giudici di Strasburgo - potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione». Tutto questo, proseguono, «potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei». Ancora, la Corte «non è in grado di comprendere come l'esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana». I sette giudici autori della sentenza sono Francoise Tulkens (Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras Sajò (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia).

VATICANO, DOBBIAMO VALUTARE SENTENZA - Il Vaticano vuole leggere la motivazione, prima di pronunciarsi sulla sentenza della Corte europea di Strasburgo. «Credo che ci voglia una riflessione, prima di commentare», ha detto padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede. «Preferisco non parlare della questione del crocefisso perché sono cose che mi danno molto fastidio» ha aggiunto monsignor Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti: .

COMMENTI - A livello politico sono numerose (e bipartisan) le perplessità espresse in merito alla decisione della Corte di Strasburgo. «Mi auguro din d'ora - è l'auspicio del presidente della Camera Gianfranco Fini - che la sentenza non venga salutata come giusta affermazione della laicità delle istituzioni che è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del cristianesimo nella società e nell'identità italiana». Per il ministro Mariastella Gelmini (Pdl) «la presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione». E anche il neo-leader del Pd Pierluigi Bersani esprime dubbi sulla decisione della Corte di Strasburgo: «Io penso che un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno» ha detto il segretario dei democratici. Secondo Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali e coordinatore del Pdl «queste decisioni ci allontanano dall'idea di Europa di De Gasperi, Adenauer e Schuman. Di questo passo il fallimento politico è inevitabile». Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc la sentenza «è la conseguenza della pavidità dei governanti europei, che si sono rifiutati di menzionare le radici cristiane nella Costituzione europea. Il crocefisso è il segno dell'identità cristiana dell'Italia e dell'Europa». «Spero che la sentenza sia semplicemente orientativa, che si collochi cioè nel rispetto delle credenze religiose» dice Paola Binetti (Pd). Esulta invece Raffaele Carcano, segretario nazionale dell'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, parlando di «un grande giorno per la laicità italiana». «Esprimo un plauso per la sentenza: uno Stato laico deve rispettare le diverse religioni, ma non identificarsi con nessuna» sostiene Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista. Per Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei valori alla Camera «la sentenza di Strasburgo non è una buona risposta alla domanda di laicità dello Stato, che pure è legittima e condivisibile». Duro Adel Smith, presidente dell'Unione musulmani d'Italia: «I sostenitori del crocefisso in aula dovevano aspettarselo: in uno Stato che si definisce laico non si possono opprimere tutte le altre confessioni esibendo un simbolo di una determinata confessione».



COMMENTI




a me il crocifisso non ha mai dato fastidio, sono cresciuto in Italia, Africa e Canada e mi sono adattato a tutte le situazioni. Saro' anche di "ispirazione" cattolica ma avere o meno il crocifisso in aula e negli uffici pubblici non mi disturba. Sono dell'idea che le proprie tradizioni vadano preservate, si puo' essere d'accordo o meno con esse ma da qui a volerle negare del tutto ce ne passa. Inoltre tutto questo "terrore", "sgomento", "perplessita'", "turbamento" suscitato dall'immagine di Cristo sulla croce non l'ho mai visto sul volto di nessuno. Vorrei, inoltre, far notare che i primi a sollevare questo problema sono stati i musulmani quando hanno iniziato a mandare i loro figli nelle nostre scuole, dato che prima il problema non si poneva, e a seguire si sono incamminati tutti gli altri.


Spero sia chiaro il concetto profondo espresso da Biagi, ovvero che siamo tutti figli di madre ignota. Per il resto, sarebbe sufficiente che i 2/3 (ma forse sono di meno, spero) di italioti catodici si fermassero a ragionare col loro cervello....se non fosse che ormai va solo col telecomando. La saluto, cordialmente.
alla fine!!!!!!



Sono stato educato, come mia moglie, alla religione cattolica, ovviamanente non per mia scelta ma per abitudine come la maggioranza dei Cattolici. Divenuti atei, abbiamo avuto un figlio che non abbiamo battezzato. In questo modo abbiamo vissuto sulla nostra pelle cosa vuole dire il plagio dei bambini da parte della Chiesa. In pratica nostro figlio ci ha chiesto, per non essere diverso ed ESCLUSO dai compagni di fare la prima comunione (ovviamente dopo battesimo). Abbiamo acconsentito poichè non ritevamo corretto creargli ulteriori problemi. Crescendo anche lui ha LIBERAMENTE scelto la propria ateicità. Io sono favorevole alla libetà religiosa ma chiedo anche la libertà di non credere e quindi perchè debbo accettare un simbolo religioso unico dovunque negli ambiti pubblici? Le tradizioni, per fortuna, si evolvono e cambiano e la storia della chiesa si può leggere in più modi, quello aulico dei santi e quello dei roghi e della imposizione a fil di spada, quello di chi aiuta i poveri ed i drogati ma anche delle più corrotte banche ed adesione ai regimi più sanguinari im America Latina: eppure il vangelo è sempre quello. Quindi togliamo i simboli imposti e favoriamo la libertà di scelta alle varie opzioni religiose od alla loro negazione allarganto o togliendo, a tutti,i privilegi.

Sono stato educato, come mia moglie, alla religione cattolica, ovviamanente non per mia scelta ma per abitudine come la maggioranza dei Cattolici. Divenuti atei, abbiamo avuto un figlio che non abbiamo battezzato. In questo modo abbiamo vissuto sulla nostra pelle cosa vuole dire il plagio dei bambini da parte della Chiesa. In pratica nostro figlio ci ha chiesto, per non essere diverso ed ESCLUSO dai compagni di fare la prima comunione (ovviamente dopo battesimo). Abbiamo acconsentito poichè non ritevamo corretto creargli ulteriori problemi. Crescendo anche lui ha LIBERAMENTE scelto la propria ateicità. Io sono favorevole alla libetà religiosa ma chiedo anche la libertà di non credere e quindi perchè debbo accettare un simbolo religioso unico dovunque negli ambiti pubblici? Le tradizioni, per fortuna, si evolvono e cambiano e la storia della chiesa si può leggere in più modi, quello aulico dei santi e quello dei roghi e della imposizione a fil di spada, quello di chi aiuta i poveri ed i drogati ma anche delle più corrotte banche ed adesione ai regimi più sanguinari im America Latina: eppure il vangelo è sempre quello. Quindi togliamo i simboli imposti e favoriamo la libertà di scelta alle varie opzioni religiose od alla loro negazione allarganto o togliendo, a tutti,i privilegi.
MA COSE DA PAZZI, ATTACCARSI ALLA RELIGIONE! IO SONO ATEA, O LO LASCIANO O LO TOLGONO, NON MI INTERESSA! :lol: MA SICCOME LE TRADIZIONI DEL CRISTIANESIMO QUALCUNO LE SEGUE, LE RISPETTO E QUINDI DICO: LASCIATE LE COSE COME STANNO! NOI NON ANDIAMO DAI MUSULMANI A DIRGLI DI TOGLIERE LE MOSCHEE!!LE MOSCHE, SI', MA LE MOSCHEE, NO! :lol:

 
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